Nella Giornata della Memoria prende il via il progetto Il Suono della Guerra. Commemorazione della strage di Santa Maria Infante, Minturno (LT).

L'associazione CSM APS, con il contributo della Regione Lazio e con la collaborazione dell'associazione San Marco aps, in seno al progetto Il Suono della Guerra, che rientra nelle iniziative per la costruzione di un archivio della memoria storica del Lazio sostenuto dalla stessa Regione, in occasione della Giornata della Memoria avvia le attività del progetto con l’imminente pubblicazione sul sito www.ilsuonodellaguerra.it di un saggio commemorativo delle stragi che hanno colpito la frazione di Santa Maria Infante di Minturno (LT).

Il prof. Biagio Apruzzese, che negli anni Novanta fu promotore della raccolta di contributi storici materiali ed immateriali che portarono all’assegnazione della Medaglia d’oro al valore civile al Comune di Minturno nel 1998, fornisce nei suoi scritti ricostruzioni di tragedie come la fucilazione di una madre e di suo figlio presso Santa Maria Infante: “Il 6 marzo 1944, furono fucilate otto persone accusate di spionaggio. Angelo Pensiero di Patrizio, allora tredicenne, volle essere ostinatamente il nono, rimanendo abbracciato alla madre. Sublime esempio di coraggio, di amore per la propria madre, luce tra le tenebre nelle coscienze impietrite dal furore della guerra”.

Alla fine degli anni Novanta il drammatico evento colpì profondamente il prof. Silverio Lamonica, allora dirigente del I Circolo Didattico di Minturno. Venuto a conoscenza di questo episodio dal racconto di uno storico locale, l’avv. Cosmo Damiano Pontecorvo, scrisse un sonetto nello stesso periodo in cui vi fu la cerimonia di assegnazione della Medaglia d’Oro al merito civile al Comune di Minturno che si tenne il 10 gennaio 2000 in Piazza Portanova, alla quale prese parte l’allora Presidente del Senato Nicola Mancino.

Il sonetto di Lamonica ha ispirato il compositore Arcangelo Di Micco musicando così i versi di “Santa Maria Infante (6 marzo 1944)”.

Continuare a raccontare alle nuove generazioni di questi eventi sarà uno strumento di conoscenza indispensabile per impedire che ritornino. Anna Frank annotò nel suo diario: "Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo".

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